Baldur’s Gate III, la recensione dell’Early Access

Ci sono due cose che amo nella vita, tanto da spingermi a riaprire questo spazio solo per parlarne e dire la mia.

La prima è ovviamente Baldur’s Gate, la saga videoludica ambientata nei Forgotten Realms che più ha influenzato la mia vita da gamer, tanto da spingermi ad amministrare per svariati anni un server di gioco di Neverwinter Nights basato sulla medesima ambientazione.

Ne avevo parlato in questa serie di post:
Come imparai ad amare Baldur’s Gate

La seconda sono i Larian Studios. Divinity Original Sin mi fece gridare al miracolo, idem il suo successore DOS II, il perfetto connubio tra visuale isometrica e combattimento a turni, pur non essendo nulla di originale (Il primo Fallout infatti sfruttava la stessa meccanica già egregiamente rendendolo un titolo di inestimabile valore), qui raggiungeva vette altissime di giocabilità grazie alla possibilità di far interagire le proprie abilità con gli elementi dell’ambiente circostante per creare effetti inaspettati e gratificanti. Come potevo esimermi quindi dall’acquistare (ad occhi chiusi) l’accesso anticipato di questo Baldur’s Gate 3, prodotto proprio da Larian? Avrebbe rispettato le mie aspettative?

Ni.

Ma partiamo dall’inizio. Baldur’s Gate 3 non è un diretto seguito della saga originale, bensì una storia ambientata un secolo dopo, nell’ormai nota Costa della Spada.

Una volta superata la schermata di creazione del personaggio, per il momento limitata a poche razze e classi (assenti ingiustificati per ora sono i mezz’orchi e i druidi), ci troveremo subito all’interno di una nave Illithid (anche noti come mind flyer), ovvero la razza extra-planare con il brutto vizio di riprodursi impiantando le proprie larve nel cervello di poveri malcapitati. Ovviamente, anche al nostro protagonista è stato riservato un simile trattamento e la nostra main quest sarà ovviamente incentrata sul far rimuovere la suddetta larva prima che diventi adulta e prenda il controllo definitivo del nostro poveretto.

Purtroppo ho avuto la malsana idea di far creare il personaggio a mio figlio, che essendo un bambino di 3 anni e non avendo capito esattamente il concetto di gioco di ruolo, ha deciso giustamente di creare se stesso. Quindi ora mi ritrovo come protagonista un fastidioso halfling alto una cippa e mezza.

Si parte col botto quindi, a differenza di altri giochi in cui siamo abituati a muovere i nostri primi passi da perfetti signor nessuno in location relativamente tranquille, o comunque ad essere introdotti all’azione in maniera lenta e ponderata (una tradizione abbastanza solida sia negli rpg occidentali che in quelli orientali).

E si muore. Si muore tanto sin da subito e le distrazioni non perdonano. Se questa fase introduttiva all’interno della nave illithid non fosse già abbastanza impegnativa, una volta conclusa, ovvero con l’inizio del vero e proprio Primo Atto del gioco, ci penserà l’enormità della mappa principale a metterci a dura prova. Nonostante Baldur’s Gate 3 non sia un Open World, infatti, la mappa di questa prima parte si rivela davvero gigantesca per un gioco isometrico, superando di gran lunga le istanze di Divinity Original Sins e facendolo somigliare vagamente a l’ultimo capitolo della saga Dragon Age, ovvero Inquisition, dove l’esplorazione delle varie regioni alla fine si rivelava il vero e proprio motore di gioco, rispetto alla quest principale.

Per quanto riguarda la giocabilità, sono state introdotte delle novità assolute (credo) per la prima volta in un gioco in prospettiva isometrica, quali la presenza di azioni fisiche extra-turno da svolgere durante l’esplorazione e i combattimenti. Parlo di salti, spintoni e aiuto a membri del party incapacitati a muoversi. Queste nuove features permettono di uscire dalle situazioni più disparate in maniera creativa e di certo premiano la capacità di improvvisazione del giocatore. Ebbene sì, ho sconfitto un boss all’apparenza imbattibile semplicemente spingendolo giù da una rupe senza alcuna fatica come un vero infame.

I combattimenti ad azioni su più livelli rappresentano la normalità.

Un’altra feature introdotta, questa volta tutt’altro che azzeccata, è la possibilità di sfruttare un accampamento per il riposo in qualsiasi frangente del gioco. In questo caso, se da una parte questa novità ci darà la possibilità di prendere un momento di respiro dall’azione, stona un po’ con l’atmosfera generale. Immaginatevi un gruppo di avventurieri all’interno di un dungeon che, prima di affrontare un temibile lich, fa una pausetta per uscire, recarsi al proprio accampamento per una dormita, una sigaretta e una capatina al cesso, per poi tornare e affrontare la battaglia.

Passiamo al comparto tecnico: qui siamo alle stelle, ma purtroppo non esenti dai numerosi bug che speriamo vengano risolti in fase di rilascio finale, compresi fastidiosi crash e cali di frame rate improvvisi che rendono impossibile giocare a impostazioni massime anche su un computer di nuova generazione.

Mi sono tenuto per ultimo la parte che più mi sta a cuore… ovvero l’ambientazione. Larian è riuscita a rispettarla? I Forgotten Realms ne escono ben rappresentati oppure Larian è collassata sotto il peso di un mondo mastodontico che ha richiesto anni e anni per essere generato?

In Baldur’s Gate incontrerete una quantità di razze e personaggi tale da farvi sentire catapultati in una specie di circo del fantasy.

Partiamo dal presupposto che che i Forgotten Realms sono un mondo molto high magic in generale, la magia è ovunque e si fa sentire, la quantità di lore necessaria per muoversi in questo universo è enorme, date le razze, le divinità, i piani di esistenza che lo compongono. Baldurs’ Gate 3 è però pur sempre un videogioco, non una enciclopedia, e ho trovato veramente esagerata la quantità di elementi che hanno riversato nelle prime fasi di gioco, come volessero intenzionalmente mettere l’ effetto wow dietro ogni angolo oppure semplicemente sfruttare in poco spazio ogni rappresentante del mondo a loro disposizione.

Perché ok: la nave illithid è figa e ci sta che sia un posto dove si incontra di tutto, ma una volta precipitata (in una zona che dovrebbe includere l’80% della popolazione è umana, questo dice il manuale di ambientazione almeno) ci trovi tiefling a cascata, druidi (rarissimi nei reami) come se piovesse, ogni tipo di bestia immaginabile, drow, vampiri, lupi mannari… di tutto e di più, una specie di festino insomma.
Capisco anche che i compagni del party debbano essere da buona tradizione personaggi fuori dagli schemi, ma mi è sembrato di giocare in un panettone di roba che potrebbe anche destabilizzare chi non ha familiarità con il bestiario del mondo di gioco.

Quasi che Larian avesse paura di non poter sfruttare tutto il materiale a disposizione in un solo gioco (li capisco eh, ci si potrebbe fare giochi per un secolo) e abbia voluto buttare tutto dentro.

Ma a me ridatemi umani, nani ed elfi!!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...