Carcassone Junior, la recensione

Faccio una dovuta premessa: non sono un enorme conoscitore del gioco da tavolo. E’ una attività che pratico sporadicamente e sono pochi i titoli che davvero mi hanno appassionato. Di gran lunga, in materia ludica preferisco il gioco di ruolo o i videogiochi, come si sarà capito. Non posso comunque negare il fascino del board game, la sensazione di stupore nell’aprire la scatola, lo splendore degli elementi di gioco sparsi sul tavolo, il non luogo perfetto in cui scelte di design e artistiche trovano la loro massima espressione una volta disposti i componenti.

Aggiungerei anche l’aspetto sociale del gioco, che considero da sempre una tappa fondamentale nella crescita personale di ognuno e per il quale da tempo ero alla ricerca di un gioco da fare con mio figlio di 3 anni e mezzo che non fosse il solito Gioco dell’Oca nelle sue infinite incarnazioni (ovvero tutta quella sequela di giochi con un fattore vittoria determinato esclusivamente dalla fortuna, tramite tiro del dado o altro) e che richiedesse anche una minima parte di strategia.

Carcassone Junior in questo si è dimostrato una fantastica scoperta. Conoscevo già la versione per adulti del gioco, non solo grazie alla sua popolarità enorme, ma avendolo provato fisicamente a casa di amici qualche volta, ed ero rimasto colpito dal suo stile rilassante e riflessivo, combinato a quella plancia componibile simile a un puzzle, con una grafica semplicemente adorabile.

Senza contare che a Carcassone, quella vera nel sud della Francia, il mio nanetto è particolarmente legato, perché come dice lui “mamma e papà volevano fare un viaggio a Carcassone, ma poi si sono accorti che nella pancia di mamma c’ero io e sono tornati indietro”. E addio vacanza, aggiungerei!

Come intuibile anche dal titolo, Carcassone Junior è una versione semplificata del famosissimo gioco di piazzamento, adatta ai bambini di fascia dai 4 ai 10 anni.

La meccanica di gioco è molto semplice, al proprio turno ognuno piazza un tassello di gioco, all’interno del quale sarà riprodotta una porzione di sentiero. Ogni sentiero, o chiusura di quest’ultimo, può avere al suo interno rappresentati bambini di 4 diversi colori (giallo, rosso, viola e blu) esattamente quanti sono il numero massimo di giocatori.

Ogni volta che viene completata una strada (il che significa avere un sentiero continuo che unisce due chiusure) tutti i giocatori piazzano le pedine sui bambini del proprio colore presenti lungo la strada. Vince chi piazza più pedine del proprio colore sui percorsi che si vengono a creare. Non serve nemmeno che il bambino sappia contare per decretare la vittoria, basta il semplice colpo d’occhio tra le proprie pedine e quelle degli avversari. Tutto qui.

È divertente? Si, ed è talmente semplice che sin dalla prima partita tutto appare molto chiaro, specialmente per i più piccoli che una volta appreso il concetto di chiudere le strade in cui sono presenti bambini del proprio colore, andranno spediti. Il prezzo poi è veramente abbordabile: in rete l’ho trovato in offerta a 17,00 €.

E voi, che esperienza avete con i giochi da tavolo? Ne avete qualcuno che vi sta particolarmente a cuore?

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