Cortometraggi: La lista dei cinque da non perdere

È proprio il caso di dirlo, rosso di sera… tempo libero si spera, purtroppo (aggiungerei).
Per l’occasione ho pensato quindi di buttar giù una lista dei migliori, secondo il sottoscritto, corti indipendenti a tema fantasy e sci-fi, disponibili in visione gratuita sul Tubo e canali affini. Ovviamente, questa non è una classifica, ma semplicemente un modo per condividere e magari far conoscere al pubblico delle piccole opere che potrebbero esser passate inosservate ai più, essendo lontane dai canali di distribuzione a cui siamo abituati. Quindi vada retro Disney, Pixar, Dreamworks e compagni: a volte sfiorano lo status di capolavoro, non c’è dubbio, ma non hanno certo bisogno di pubblicità.

Spring, 2019, Andreas Goralczyk

Spring è un piccolo gioiello fantasy in CGI, diretto da Andreas Goralczyk, animatore 3d indipendente, art director e regista. Il film vanta la particolarità di esser stato animato interamente con Blender, che ricordiamolo essere un software open source e quindi di pubblico utilizzo gratuito. La sinossi è abbastanza semplice quanto efficacie: una giovane druida e il suo cane risvegliano gli antichi spiriti delle stagioni per evocare la primavera. Il film è in giro da un paio d’anni e vanta più di 6 milioni e mezzo di visualizzazioni.

Nota personale: Spring è un fantasy ispirato in tutto e per tutto alla mitologia celtica (non a caso il regista è un olandese) e a tratti mi ha riportato alla mente le atmosfere dei fantasy di Poul Anderson (Tre cuori e tre leoni, la spada pezzata, I figli del Tritone).

The Wrong Rock, 2018, Michael Cawood

Chi avrebbe mai pensato che una storia sulla vita, i sogni, gli ostacoli, la differenze, l’esclusione, le ambizioni, può essere narrata da… funghi? The Wrong Rock è un incredibile cortometraggio in CGI diretto da Michael Cawood, animatore indipendente di Los Angeles, con il contributo di un team di più di 100 volontari trovati in giro per la rete. Prima di salvare il mondo dobbiamo metter da parte le nostre differenze, we’re all on the same rock, come recita la sigla finale. Il film vanta una bella lista di premi in giro per i festival indipendenti, più che meritati.


Nota personale: Scoperto per puro caso su Youtube, questo corto ha talmente tanti livelli di lettura che può essere godibile a qualsiasi età. È una delle poche cose che io e mio figlio riusciamo a guardare insieme con lo stesso identico interesse nonostante i 35 anni che ci separano.

Fox Fires, 2019, Keilidh Bradley

Fox Fires è un corto di animazione di Keilidh Bradley, animatrice giovanissima al suo primo lavoro, sostenuto per un esame universitario tral’altro. Già solo per questo motivo merita una visione, dato che tutto sembra meno che qualcosa di realizzato in casa. La trama è semplice e basta per far funzionare la storia: è l’alba dei tempi e la luna scende sulla terra a cercare qualcuno che possa aiutarla nell’arduo compito di illuminare il cielo notturno. Tutti gli animali si offriranno volontari per affrontare la sfida. Solo una volpe rimarrà esclusa e per questo a lei spetterà un posto speciale nel firmamento.


Nota personale: Non ce la posso fare, è un mio limite, ma ogni volta che lo rivedo devo trattenere una lacrima.

Green Light, 2016, Seong-Min Kim

Green Light del 2016 è un film in cgi dell’animatore coreano Seong-Min Kim, realizzato per la Ajou university’s Digital Film Lab in Corea del Sud. Il un mondo devastato dall’olocausto nucleare, una ragazza e un robot da guerra stringono un’amicizia insolita. A differenziarlo dagli altri in questa lista è certamente la durata, ben 15 minuti, una media piuttosto lunga per essere un corto animato. Dal punto di vista dell’animazione digitale Green Light è un lavoro mastodontico. La costruzione degli ambienti in cui si muovono i personaggi, pur trovando nei vari Fallout una miniera di fonti di ispirazione, è incredibilmente complessa e dettagliata. L’aria cyberpunk che si respira è evidente e non teme il confronto con qualsiasi altra opera di una major. Non a caso, questo corto vanta una carrellata di premi di tutto rispetto racimolati nei vari festival in giro per il globo.

Nota personale: Questo film è l’ennesima conferma che, quando si tratta di fantascienza post-apocalittica (qualcuno ha detto Mad Max?) sia necessario affacciarsi al di fuori degli Stati Uniti per trovare un prodotto di qualità e non necessariamente pacchiano.

This Time Away, 2019, Magali Barbe

Questo non è un corto di animazione, ma un live-action. E’ il secondo lavoro di Magali Barbe, esordiente disegnatrice, animatrice di CGI e regista (il primo corto, Strange Beasts è tranquillamente trascurabile). Ma sopra tutto è la storia di Nigel, un uomo di mezza età che ha deciso di chiuderla con i rapporti umani, perseguitato dai ricordi del suo passato. Una inaspettata visita robotica lo farà tornare sui suoi passi? Inutile nominare la sfilza enorme di premi e nomination di questo corto. Io però lo inserisco nella lista perché la storia è leggera, commovente e delicata, e la CGI inserita in maniera magistrale, mai preponderante, cosa rara in un prodotto semi-amatoriale.


Nota personale: Nigel è interpretato da Timothy Spall. Quel Timothy Spall. Amo Timothy Spall. Lo amo anche quando non recita in costume, nonostante il cinema ci abbia abituato a vedere questo attore ritratto con una perenne tuba ottocentesca in quasi ogni ruolo. Ugualmente lo ritengo uno dei più poliedrici del panorama cinematografico attuale e ora, finalmente, anche in un prodotto Sci-Fi.

E siamo giunti alla fine. Se siete arrivati fin qui, adesso dite la vostra! Conoscevate questi cortometraggi? Volete suggerirne altri?

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